Area dei rischi strategici

  • Rischi di contesto esterno
  • Rischi finanziari
  • Rischi connessi ai processi caratteristici
  • Rischi connessi alle risorse umane

Rischi di contesto esterno

Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia

Il comparto tyre, nel corso dell’ultimo decennio, ha registrato una costante espansione e la flessione osservata tra il 2008 e il 2009, a fronte della crisi economica globale, è stata recuperata nel corso del 2010. Il parco auto, anche grazie alla domanda delle economie in rapido sviluppo (RDE), è in costante crescita. Una crescita ancora maggiore si registra nel parco auto con pneumatici premium, pneumatici associati non più unicamente alla performance e al lusso, ma visti come prodotti sempre più legati agli aspetti della sostenibilità e della sicurezza, aree che Pirelli ben presidia grazie a competenze e tecnologie all’avanguardia.
A causa delle difficoltà nel prevedere la dimensione e la durata dei cicli economici, Pirelli non può tuttavia fornire alcuna assicurazione circa gli andamenti futuri della domanda e dell’offerta dei prodotti venduti dal Gruppo nei mercati in cui il Gruppo stesso opera.

In relazione a ciò, i rischi connessi alla realizzazione del piano potrebbero individuarsi in una più lenta ripresa delle attività economiche e produttive, specialmente nei mercati occidentali, con conseguente possibile riduzione della crescita attesa del volume d’affari del settore. Oltre a ciò, nel corso degli ultimi anni, si è osservato un aumento della competitività nei mercati in cui il Gruppo opera, in particolare Europa e America Latina, anche per effetto dell’ingresso di nuovi produttori “low cost” provenienti dai paesi asiatici. Infine, la prosecuzione nel 2011 del trend di crescita progressiva del costo delle materie prime (specialmente la gomma naturale), già registrata nel corso degli ultimi mesi, potrebbe provocare una parziale riduzione della redditività complessiva del Gruppo, nella misura in cui la società non fosse in grado di agire sulla leva commerciale prezzo/mix e su quella interna del recupero di efficienza sui costi.

Con riferimento a tali rischi, si evidenzia che i ricavi del settore tyre si basano principalmente su volumi che subiscono solo parzialmente i cicli economici negativi: le vendite sono infatti fortemente trainate dal canale Ricambi, che oggi rappresenta circa il 75% dei ricavi, rendendo il Gruppo più flessibile e meno esposto ad eventuali rallentamenti del settore automotive e della domanda nel canale Primo Equipaggiamento. Le vendite di Pirelli sono oggi per circa il 50% fuori dai mercati occidentali, e questa ripartizione, unita al perfezionamento di un accordo per l’ingresso con capacità produttiva locale sul mercato russo, mitiga la dipendenza da rallentamenti dei mercati occidentali. Va infine sottolineato che la preminente posizione del Gruppo nel segmento “premium”, insieme ad un costante rinnovamento del portafoglio prodotti e ad una gamma completa di pneumatici green (che oggi rappresentano il 37% del fatturato), oltre al consolidamento del brand dovuto all’ingresso in Formula 1, costituiscono fattori di forte differenziazione del prodotto rispetto a competitors “low cost” e contribuiscono ad una buona capacità di tenuta dei prezzi di vendita.

Rischi paese

Il Gruppo Pirelli opera in paesi quali, Argentina, Brasile, Cina, Egitto, Turchia, Venezuela, ove il contesto politico - economico generale e il regime fiscale applicato potrebbero rivelarsi in futuro instabili. I rischi generalmente connessi a tali aree sono riconducibili a:

  • variazione delle condizioni economiche e politiche locali; 
  • attuazione di politiche restrittive delle importazioni e/o esportazioni; 
  • modifiche nei regimi fiscali; 
  • i ntroduzione di politiche restrittive degli investimenti stranieri e/o del commercio, nonché di politiche di controllo dei tassi di cambio e relative restrizioni al rimpatrio dei capitali; 
  • i ntroduzione di leggi o regolamenti più restrittivi.

Il verificarsi di instabilità politiche o economiche in tali aree potrebbero incidere sui risultati economici e/o sulla situazione finanziaria del Gruppo.

Rischi Finanziari

Come riportato anche nelle note al bilancio consolidato, il Gruppo è esposto a rischi di natura finanziaria, legati principalmente all’andamento dei tassi di cambio, al reperimento di risorse finanziarie sul mercato, all’oscillazione dei tassi di interesse, alla possibilità da parte dei propri clienti di far fronte alle obbligazioni nei confronti del Gruppo.
La gestione dei rischi finanziari è parte integrante della gestione delle attività del Gruppo ed è svolta centralmente sulla base di linee guida definite dalla Direzione Finanza nell’ambito delle strategie di gestione dei rischi definite a livello più generale dal Comitato Manageriale Rischi. Tali linee guida definiscono le categorie di rischio e per ciascun tipo di transazione e/o strumento ne specificano modalità e limiti operativi.

Rischio di cambio

La diversa distribuzione geografica delle attività produttive e commerciali di Pirelli comporta un’esposizione al rischio di cambio, sia di tipo transattivo sia di tipo traslativo.

a) Rischio di cambio transattivo

Tale rischio è generato dalle transazioni di natura commerciale e finanziaria effettuate in valute diverse da quella funzionale per effetto di oscillazione dei tassi di cambio tra il momento di nascita del rapporto commerciale/ finanziario fino al momento del perfezionamento della transazione (incasso/pagamento).
L’obiettivo del Gruppo è quello di minimizzare gli effetti sul conto economico del rischio di cambio transattivo. Per raggiungere tale obiettivo, le procedure interne prevedono che le unità operative siano responsabili della raccolta di tutte le informazioni inerenti le posizioni soggette al rischio di cambio transattivo, per la copertura del quale stipulano contratti a termine con la tesoreria di Gruppo. Le posizioni soggette a rischio cambio gestite sono principalmente rappresentate da crediti e debiti in valuta estera. La tesoreria di Gruppo è responsabile di valutare e gestire la posizione netta per ogni valuta e, in accordo con le linee guida e i vincoli prefissati, provvede a sua volta a chiudere tutte le posizioni di rischio mediante la negoziazione sul mercato di contratti derivati di copertura, tipicamente contratti a termine.
Si evidenzia inoltre che, nell’ambito del processo di pianificazione annuale e triennale, il Gruppo formula delle previsioni sui tassi di cambio per tali orizzonti temporali sulla base delle migliori informazioni disponibili sul mercato. L’oscillazione del tasso di cambio tra il momento in cui viene effettuata la previsione e il momento in cui nasce la transazione commerciale o finanziaria rappresenta il rischio di cambio transattivo su transazioni future.
È politica del Gruppo monitorare l’opportunità di porre in essere operazioni di copertura su transazioni future, che vengono autorizzate caso per caso dalla Direzione Finanza.

b) Rischio di cambio traslativo

Pirelli detiene partecipazioni di controllo in società che redigono il bilancio in valute diverse dall’euro, che è la valuta di presentazione per la società. Ciò espone il Gruppo al rischio di cambio traslativo, che si genera per effetto della conversione in euro delle attività e passività di tali controllate.
Le principali esposizioni al rischio di cambio traslativo sono monitorate, ma non è politica del Gruppo coprirsi a fronte di tale esposizione.

Rischio di liquidità

I principali strumenti utilizzati dal Gruppo per la gestione del rischio di insufficienza di risorse finanziarie disponibili a far fronte alle obbligazioni finanziarie e commerciali nei termini e nelle scadenze prestabiliti sono costituiti da piani finanziari annuali e triennali e da piani di tesoreria, per consentire una completa e corretta rilevazione e misurazione dei flussi monetari in entrata e in uscita. Gli scostamenti tra i piani e i dati consuntivi sono oggetto di costante analisi.
Una gestione prudente del rischio sopra descritto implica il mantenimento di un adeguato livello di disponibilità liquide e/o titoli a breve termine facilmente smobilizzabili, la disponibilità di fondi ottenibili tramite un adeguato ammontare di linee di credito committed, il ricorso al mercato dei capitali e/o la capacità di chiudere posizioni aperte sul mercato. Per la natura dinamica dei business in cui opera, il Gruppo privilegia la flessibilità nel reperire fondi mediante il ricorso a linee di credito committed.
Al riguardo si evidenzia che nel mese di novembre 2010 è stata sottoscritta una nuova linea di credito revolving per euro 1,2 miliardi di durata quinquennale che andrà a sostituire le linee di credito esistenti per un totale di euro 1,475 miliardi avviate nel 2005 e nel 2007 con scadenza nel 2011 e nel 2012, che di conseguenza saranno anticipatamente cancellate; inoltre nel mese di febbraio 2011 è stato concluso con successo il collocamento presso investitori istituzionali internazionali di un prestito obbligazionario, unrated, sul mercato Eurobond per un importo nominale complessivo di euro 500 milioni.
Il Gruppo ha implementato un sistema centralizzato di gestione dei flussi di incasso e pagamento nel rispetto delle varie normative valutarie e fiscali locali. La negoziazione e la gestione dei rapporti bancari avviene centralmente, al fine di assicurare la copertura delle esigenze finanziarie di breve e medio periodo al minor costo possibile. Anche la raccolta di risorse a medio/lungo termine sul mercato dei capitali è ottimizzata mediante una gestione centralizzata.

Rischio di tasso di interesse

Le oscillazioni dei tassi di interesse influiscono sul valore di mercato delle attività e passività finanziarie del Gruppo e sugli oneri finanziari netti.
La politica di Gruppo è quella di tendere al mantenimento di un rapporto tra esposizione a tasso fisso e variabile nell’ordine del 65% fisso, 35% variabile.
Al fine di mantenere tale rapporto tendenziale, il Gruppo pone in essere contratti derivati, tipicamente interest rate swaps, autorizzati dalla Direzione Finanza.

Rischio di prezzo associato ad attività finanziarie

Il Gruppo è esposto al rischio di prezzo limitatamente alla volatilità di attività finanziarie quali titoli azionari e obbligazionari quotati e non quotati, che rappresentano il 7,1% del totale delle attività del Gruppo.

Rischio di credito

Il rischio di credito rappresenta l’esposizione del Gruppo a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti sia commerciali che finanziarie.
Al fine di limitare tale rischio, per quanto riguarda le controparti commerciali, Pirelli ha posto in essere procedure per la valutazione della potenzialità e della solidità finanziaria della clientela, per il monitoraggio dei flussi di incassi attesi e per le eventuali azioni di recupero.
Tali procedure hanno come obiettivo la definizione di limiti di fido per la clientela, al superamento dei quali si attua di norma il blocco delle forniture.
In alcuni casi viene richiesto alla clientela il rilascio di garanzie. Si tratta principalmente di garanzie bancarie, emesse da soggetti di primario standing creditizio o personali. Meno frequente la richiesta di garanzie ipotecarie. Un altro strumento utilizzato per la gestione del rischio di credito commerciale è la stipula di polizze assicurative con l’obiettivo di prevenire il rischio di mancato pagamento attraverso una puntuale selezione del portafoglio clienti operata congiuntamente con la compagnia assicurativa, che si impegna a garantire l’indennizzo in caso di insolvenza.
Per quanto riguarda le controparti finanziarie per la gestione di risorse temporaneamente in eccesso o per la negoziazione di strumenti derivati, il Gruppo ricorre solo a interlocutori di elevato standing creditizio.
Pirelli non mostra significative concentrazioni del rischio di credito.

Rischi connessi ai processi caratteristici

Rischi relativi agli aspetti ambientali

Le attività e i prodotti del Gruppo Pirelli, multinazionale che opera in tutto il mondo, sono soggetti a molteplici normative ambientali legate alle specificità dei differenti paesi. Tali normative sono in ogni caso accomunate dalla tendenza a evolvere in modo sempre più restrittivo, anche in virtù del crescente impegno della comunità internazionale per la sostenibilità ambientale.
È quindi da attendersi una progressiva introduzione di norme più severe riferite ai vari aspetti ambientali su cui le aziende possono impattare (emissioni in atmosfera, generazione di rifiuti, impatti sul suolo, utilizzo di acqua, ecc.), in virtù delle quali il Gruppo Pirelli prevede di dover continuare a effettuare investimenti e/o a sostenere costi che potrebbero essere significativi.
In merito al processo di gestione ambientale, che include quanto sopra esposto, si rimanda al capitolo “Dimensione Ambientale” del bilancio di sostenibilità.

Rischi relativi alla salute e sicurezza dei lavoratori

Il Gruppo Pirelli, nell’esercizio delle proprie attività, sostiene oneri e costi per le azioni necessarie a garantire un pieno rispetto degli obblighi previsti dalle normative in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare in Italia, la normativa relativa alla salute e sicurezza sul luogo di lavoro (D. Lgs. 81/08) e i successivi aggiornamenti (D. Lgs. 106/09) hanno introdotto nuovi obblighi che hanno impattato sulla gestione delle attività nei siti Pirelli e sui modelli di allocazione delle responsabilità. Il mancato rispetto delle norme vigenti comporta sanzioni di natura penale e/o civile a carico dei responsabili e, in alcuni casi di violazione della normativa sulla salute e sicurezza a carico delle Aziende, secondo un modello europeo di responsabilità oggettiva dell’impresa recepito anche in Italia (D. Lgs. 231/01). In merito al processo di gestione e controllo di tali rischi si rimanda al bilancio di sostenibilità.

Rischio difettosità prodotti

Pirelli potrebbe essere interessato da azioni di responsabilità civile da prodotto o da campagne di richiamo per presunta difettosità dei materiali venduti. Sebbene negli ultimi anni non si siano verificate fattispecie di rilievo e tali azioni siano coperte da un punto di vista assicurativo, il loro verificarsi potrebbe avere impatti negativi sulla reputazione del marchio Pirelli.

Rischi connessi a contenziosi

Pirelli, nell’esercizio delle sue attività, può incorrere in contenziosi di natura legale, fiscale, commerciale o giuslavoristica. Il Gruppo adotta le misure necessarie a prevenire ed attenuare eventuali sanzioni che possono derivare da tali procedimenti, ivi compresa la costituzione dei fondi rischi dettagliati nelle Note Esplicative al Bilancio Consolidato (nota 22).

Rischi connessi alle Risorse Umane

Il Gruppo è esposto al rischio di perdita di risorse in posizioni chiave o con know how critico, che potrebbe quindi determinare un impatto negativo sui risultati futuri. Per far fronte a tale rischio, si adottano politiche di incentivazione periodicamente riviste in funzione anche del contesto macroeconomico generale. Inoltre, nei diversi paesi in cui il Gruppo opera, i dipendenti sono protetti da leggi e/o contratti collettivi di lavoro che garantiscono loro, tramite rappresentanze locali e nazionali, il diritto di essere consultati riguardo a specifiche questioni organizzative o industriali, ivi inclusi il ridimensionamento o la chiusura di reparti e la riduzione dell’organico.